Milano sottozero
Dicembre 1978. Milano si prepara a chiudere l’anno più duro di un decennio che ha sepolto la leggerezza e trasformato la protesta in violenza. Pochi giorni prima di Natale, la domenica del commissario Negri viene spezzata dal ritrovamento di Anna: quattordici anni, alta borghesia meneghina, nipote di un senatore democristiano vicino a Cossiga, allora Ministro dell’Interno. La trovano impiccata nella sua cameretta.
A pochi giorni dal Natale un evento che sconvolge Milano
Le pressioni arrivano subito: archiviare in fretta, suicidio di un’adolescente. Ma qualcosa non torna. Negri, con il vice Palamara e l’ispettore Coviello, decide di scavare nella vita di Anna — divisa, all’apparenza, tra i collettivi studenteschi del Berchet e l’oratorio — in una storia che nasconde molto più di quanto la superficie lasci intendere.
Intorno a lui ruota la Milano d’altri tempi della saga: Frank e i suoi panini, il bar di Nino coi Negroni “alla Negri”, gli amici di sempre. Nella neve candida che si tinge di nero, niente è come sembra: i poteri forti entrano in gioco, la linea tra bene e male resta sotto traccia, e il commissario deve dare fondo a ogni capacità deduttiva. Seconda indagine dopo Milano disillusa, Milano sottozero (Fratelli Frilli, 2018) è un noir ispirato a una vicenda vera — senza svelarne il cuore.